erboristeria monastica

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Liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.)

Famiglia: Fabaceae

Nomi: Liquirizia comune, Regolizia, Glicirriza, Arregalizia, Rebulizia, Legno dolce, Licorice, Jus ou Suc de Reglisse, Glat lakrids, Italian extract, Mulethi, Sus.

Descrizione: Pianta perenne, suffruticosa, con lungo rizoma che produce numerosi germogli laterali dalla scorza marrone e polpa giallastra e succosa; fusti eretti, flessuosi, scanalati, ramosi; da glabrescente a pubescente. Altezza 40÷100 cm.

Distribuzione in Italia: Originaria delle regioni del Mediterraneo orientale e dell'Asia sudoccidentale, in Italia è coltivata ed inselvatichita soprattutto nelle regioni meridionali.

Habitat: Margini di strada, incolti e aridi aperti, terreni caldi, assolati, sabbiosi; dal piano fino a 1.000 m s.l.m.

Etimologia: Il nome generico deriva dal dal greco "glykýs" = dolce e "rhíza" = radice, quindi radice dolce; l'epiteto specifico indica che la pianta è pressochè priva di peli.

Proprietà ed utilizzi: Specie commestibile officinale

Costituenti principali: saponine triterpenoidi pentacicliche principalmente glicirrizina, flavonoidi e isoflavonoidi, b-sitosterolo e stigmasterolo, cumarina, amido, asparagina, zuccheri, gommoresine, oli essenziali, licofuranone, tannini, cera e vitamine del gruppo B.
Erba molto dolce, emolliente, ad azione bechica, antinfiammatoria, espettorante, antiulcerogenica, antitossica ed epatoprotettiva, moderatamente antispasmodica e diuretica.
In medicina per uso interno è impiegata nel morbo di Addinson, in caso di asma, bronchite, tosse, ulcera peptica, artrite, disturbi allergici.
A conferma del suo nome di radice dolce, la Liquirizia risulta 50 volte più dolce dello zucchero. Il principio attivo più importante della liquirizia è la glicirrizina che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale.
In merito alle proprietà antinfiammatorie, uno studio ha dimostrato che l'acido glicirretinico, può essere usato topicamente in modo analogo alle creme a base di cortisolo, per trattare infiammazioni cutanee come l'eczema.
In uno studio condotto in India invece, si è constatato che le ulcere aftose, trattate con sciaqui orali effettuati con liquirizia deglicirrizinata, recano sollievo dopo un solo giorno di trattamento e la guarigione completa al terzo giorno.
Risulta inoltre che la Liquirizia stimola la produzione di interferene, il composto antivirale prodotto dalle cellule del corpo, quindi non sorprende se altri studi hanno dimostrato la capacità della polvere di radice di Liquirizia di combattere il virus Herpes simplex, la causa dell'herpes genitale e labiale. Molti studi hanno messo in evidenza che la Liquirizia combatte anche i batteri patogeni Staphylococcus e Steptococcus, nonchè il fungo responsabile delle infezioni micotiche vaginali, Candida albicans.
Cospargendo con radice polverizzata di Liquirizia le ferite ben deterse, è possibile prevenire le infezioni.
In Europa l'erba è ampiamente usata nelle formulazione per la cura della tosse e del raffreddore.
In eccesso provoca ritenzione idrica e rialzo della pressione sanguigna.

Altri usi: le radici bollite, forniscono la sostanza nera impiegata nell'industria dolciaria e venduta in "nastri" "tozzetti e pezzetti", mentre quelle essiccate, costituiscono i bastoncini da succhiare. La Liquirizia è la base di diverse specialità farmaceutiche lassative.
Gli estratti vengono utilizzati per aromatizzare tabacco, birra, bevande analcoliche e prodotti farmaceutici e, come schiumogeno nella birra e negli estintori.

Curiosità: Glycyrrhiza glabra è un'erba benefica e curativa, ma anche molto discussa. I suoi sotenitori affermano che è usata da migliaia d'anni in tutto il mondo nel trattamento di diverse malattie, ma soprattutto come bechica, antinfiammatoria e antivirale, i detrattori pongono l'accento sugli effetti collaterali, potenzialmente letali, che ne renderebbero l'impiego troppo pericoloso.
La Liquirizia ha un ruolo di rilievo nel primo grande erbario cinese, il Pen Tsai Ching, scritto secondo la leggenda oltre 5.000 anni fa dall'imperatore Shen Nung. Da allora la Liquirizia è una delle erbe curative + diffuse in Cina.
Sempre dall'oriente giunge notizia di 2 usi particolari che sono il "Bagno di Buddha", cerimonia in cui la statua di Buddha viene immersa in acqua contenete succo di liquirizia, e l'inserimento della pianta in ricette afrodisiache contenute nel Kama Sutra.
La medicina tibetana comprendeva la ricetta di “lungavita” a base di sale e 5 erbe tra cui la Liquirizia.
Questa pianta ha una lunga tradizione di impiego anche in Occidente, infatti fra i reperti trovati nella tomba di Tutankhamon, gli archeologi hanno rinvenuto un fascio di bastoncini di Liquirizia.
Nel III secolo a.C. Ippocrate la chiamava "radice dolce" in greco "glukos riza, da cui derivò in seguito il nome di Glycyrrhiza e ne esaltava le proprietà bechiche ed espettoranti.
I romani modificarono Glycyrrhiza in Liquiritia e Plinio il Vecchio raccomadava l'erba come espettorante e calmante stomachico; così come Dioscoride ne prescriveva il succo per raffreddore, faringite e affezioni pettorali e gastrointestinali
L'antica medicina ayurvedica indiana prescriveva la Liquirizia come espettorante, emmenagogo, e diuretico.
Nel XII secolo la badessa ed erborista Hildegard von Bingen la prescriveva per problemi gastrici e cardiaci; era inoltre menzionata frequentemente negli erbari tedeschi e italiani del XIV e XV secolo come rimedio per la tose e per le affezioni delle vie respiratorie.
Dal XIII secolo è documenta la sua coltivazione a Bologna e dal XVI secolo pare inizi la coltivazione in Inghilterra , Pietro Andrea Mattioli (1501÷1578 ) menziona il succo usato per la manifattura di “pastilli in Puglia.”
Palestro de Crescenzi nel suo trattato "De agricoltura" dei primi del 1300 evidenziava che: "Anco la regolizia masticata e tenuta sotto la lingua mitiga la sete e l'asprezza della lingua e della gola".
Anche in America i pionieri ebbero modo di osservare che gli indiani usavano infusi di Liquirizia come rimedio bechico e lassativo.
In Calabria dove è detta “cordara”, pare sia stata introdotta dai monaci Benedettini, intorno all'anno 1.000.
La storia della trasformazione della liquirizia in Calabria è molto antica ed è legata alle vicende del latifondo e delle famiglie feudatarie calabresi
I primi documenti sull'esportazione dal Crotonese di Liquirizia risalgono alla seconda metà del 1.600.
Tra le fabbriche (conci) che lavoravano la liquirizia in Calabria grande rilievo ebbero quelle del Barone Barracco. Dalle fabbriche del Barone usciva un prodotto molto pregiato che ottenne una medaglia d'oro alla esposizione di Parigi del 1867, e una d' argento in quella di Torino del 1884. La produzione veniva esportata in America Russia e Inghilterra, Danimarca e Olanda. Durante la prima guerra mondiale con la chiusura dei mercati, cominciò il lungo e inesorabile declino dell'industria della liquirizia in Calabria. Oggi delle 30 mila tonnellate coltivate in Italia il 75% sono calabresi. Un paio di aziende hanno raccolto l'eredità degli antichi “conci” producendo Liquirizia purissima e di altissima qualità.
Scienziati che hanno analizzato un campione risalente al 765 d.C. , vi hanno riscontrato la presenza di costituenti attivi anche dopo 1.200 anni dalla raccolta.

Sunto della scheda realizzata da Marinella Zepigi su www.actaplanctarum.org

ALTRE FONTI

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Prodotto con effetto regolatore delle funzioni intestinali, costituito da sostanze vegetali: Aloe (Aloe ferox, succo essiccato, ottenuto per incisione superficiale delle foglie), Rabarbaro (Rheum officinale, organi sotterranei decorticati), Liquirizia (Glycyrrhiza glabra, radici).

Associare a: sciroppo di Rose composto, Mannite

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Gradazione alcolica: 27%vol.

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Decotslimdren integratore alimentare a base di estratti vegetali (privo di alcool e zuccheri) utile nel metabolismo dei grassi ed il drenaggio dei liquidi.

DECOTSLIMDREN è costituito da:
Fucus vesiculosus L. o alga bruna che regolarizza il metabolismo dei grassi stimolando l’attività tiroidea;
Glycyrrhiza glabra L., ad azione antinfiammatoria;
Fraxinus excelsior L., che migliora la circolazione, il metabolismo lipidico e proteico;
Marrubium vulgare L., drenante con aumento della diuresi, delle secrezioni biliari, regolatore della secrezione sebacea;
Vitis vinifera L., ad attvità antinfiammatoria.

Modo d’uso: 50 ml la mattina a digiuno come tali o diluiti in acqua

Controindicazioni: sconsigliato l’uso nei soggetti affetti da ipertiroidismo

Confezione: Flacone da 500 ml

Produttore: Herborarium del Santo - Padova

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